Prestiti: la situazione italiana è migliorata

{CAPTION}

 

I prestiti sembrano essere in netta ripresa nel nostro Paese, almeno stando agli ultimi dati diffusi e relativi al mese di ottobre. È in particolare un report di Eurisc a segnalare come nell’ultimo periodo del 2016, il numero delle domande elevate dalle famiglie italiane sia cresciuto del 6,5% rispetto allo stesso periodo del 2015. Un trend che consolida del resto il dato dei primi nove mesi dell’anno, portandolo a +7,4, con una crescita cui contribuiscono sia i prestiti personali, le cui richieste fanno registrare un’impennata del 9,7%, sia quelli finalizzati, con un meno pingue, ma comunque rilevante +4,4%.

La conferma di ABI

I dati resi pubblici da Eurisc sono del resto confermati da un altro studio, quello pubblicato dall’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Il report in questione afferma in effetti come nell’ultimo periodo del 2016 sia in sensibile miglioramento la dinamica dei prestiti all’economia reale, ovvero a imprese e famiglie. Se i prestiti personali e finalizzati fanno registrare un calo dello 0,3% su base annua, allo stesso tempo va sottolineato come siano in miglioramento rispetto al -0,4% segnato a settembre, ma soprattutto facciano registrare un dato ormai lontanissimo dal -4,5% che li caratterizzava a novembre del 2013.
Per capire meglio il sensibile miglioramento, basta del resto ricordare come prima dell’inizio della crisi i prestiti a famiglie e imprese fossero attestati ad un totale annuo di 1.279 miliardi di euro, contro i 1.402,5 attuali.

Il capitolo delle sofferenze

In questo contesto, va ad inserirsi il capitolo delle sofferenze, ovvero dei prestiti chiesti da clienti che non sono poi riusciti ad onorare il piano di rientro cui avevano aderito in sede contrattuale.
Le sofferenze nette, cioè quelle al netto delle svalutazioni cui le banche hanno già provveduto tramite proprie risorse, alla fine di settembre sono attestate a quota 85,1 miliardi di euro, poco meno degli 85,4 segnati nel mese precedente. Anche in questo caso il dato può essere considerato abbastanza soddisfacente, soprattutto se rapportato agli 89 miliardi di euro fatti registrare alla fine del 2015.
Per quanto riguarda invece il rapporto tra le sofferenze nette e gli impieghi totali, va a posizionarsi nel periodo di Settembre al 4,79%, con un piccolo calo rispetto al 4,81% di un mese prima e il 4,94% fatto segnare a dicembre del 2015.

I prestiti tra privati

Per quanto riguarda il mercato creditizio, andrebbe peraltro ricordato come nel corso degli ultimi anni si sia andato affermando il prestito tra privati, conosciuto anche come social lending.
In pratica si tratta di una forma di transazione che vede protagonista una comunità in cui possono interagire prestatori e coloro che richiedono finanziamenti. E’ proprio la trattativa tra le due parti a permettere la formazione del tasso di interesse, più basso di quello che potrebbe essere strappato sul mercato e sul quale non gravano costi di intermediazione, in quanto la trattativa avviene in maniera diretta su un sito web che funge da tramite.
Tra le piattaforme attualmente presenti nel nostro Paese, c’è PRESTIAMOCI, cui si può naturalmente rivolgere chi sia interessato a praticare questa strada alternativa al circuito bancario e finanziario tradizionale.