Come esportare un veicolo all’estero: l’iter burocratico

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Per esportare un veicolo all'estero bisogna seguire un determinato iter burocratico. La prima cosa da fare è richiedere la cessazione della circolazione per esportazione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). L'intestatario del veicolo o l'avente titolo (l'erede o il futuro proprietario non ancora intestatario al PRA) può richiedere la radiazione per definitiva esportazione. Il futuro proprietario ha l'obbligo di allegare il titolo di acquisto in originale stilato secondo le forme previste dalla legge. Al richiedente viene quindi rilasciato dal PRA il certificato di radiazione in forma digitale (CDPD) ed una ricevuta che contiene un codice d'accesso col quale verificare la ricevuta ed il CDPD. Tale richiesta può essere presentata solo dopo che il veicolo è stato immatricolato all'estero con targhe straniere, da allora non c'è più l'obbligo di pagare la tassa automobilistica (il bollo auto).

Se il veicolo viene esportato in paesi UE ma non è ancora stato reimmatricolato, si può allegare in fotocopia un documento di trasporto che attesti l'avvenuta esportazione della vettura tramite l'indicazione della targa e del telaio, integrandolo con la ricevuta di consegna al destinatario europeo. Se il veicolo viene esportato in paesi extra UE ma non è ancora stato reimmatricolato, si può allegare la bolla doganale. Nel caso in cui viene presentata una copia del DAE (Documento di Accompagnamento Esportazione)  con l'indicazione dell'MRN (Movement Reference Number), e tutti gli altri elementi identificativi dell'auto, è necessario anche allegare una stampa della notifica di esportazione con esito "uscita conclusa".

A volte è possibile che sul veicolo da esportare può pendere un provvedimento di fermo amministrativo. In questi casi prima di procedere all'esportazione bisogna cancellare il fermo amministrativo, pagando quanto dovuto al concessionario dei tributi e richiedendo quindi la cessazione della circolazione per esportazione. Se invece sul veicolo da esportare pendono ipoteche non ancora scadute, pignoramenti o sequestri, bisogna allegare un atto che certifichi l'assenso del creditore o dell'autorità competente alla radiazione. Prima di procedere alla pratica, è quindi consigliabile chiedere una visura dei veicolo, che può essere effettuata inserendo la targa anche online, per accertarsi che non gravi un fermo amministrativo o altre pendenze.

Dopo il completamento di queste operazioni, la richiesta di cessazione della circolazione per esportazione deve essere firmata dall'intestatario del veicolo, dall'erede del veicolo o dal proprietario che non risulta essere iscritto al PRA. La richiesta deve essere presentata presso uno Sportello Telematico dell'Automobilista STA, o presso il Consolato italiano del paese dove viene esportato il veicolo. Considerando che verranno coinvolti anche attori stranieri, bisogna richiedere una traduzione asseverata per tradurre tutti i documenti necessari.